San Nilo Grottaferrata – Virtus Pomezia 69-96
Parziali: 20-18 / 18-25 / 14-27 / 17-26
San Nilo: Chiminello 2, Permon 14, Reali 19, Sabatini 1, Spinosa 8, Gaska, Villamaina 3, Corvo 3, Perifano, Converso 7, Proietti 12; Coach: Iannucci
Pomezia: Banach 8, Frisari 5, Uzzi 3, Colonnelli 10, Ludovici 10, Oliva 18, Rogo, Antonaci n.e., Cencioni 8, Del Prete, Cavallo 15, Sforza 19; Coach: Pancrazi
Serviva la partita perfetta, 40’ minuti con pochissimi errori e un’attenzione quasi maniacale verso i dettagli, ma alla fine il San Nilo dura solo un tempo, il primo, crollando a margine di una ripresa davvero senza storia. Lo dicono innanzitutto i numeri, con il 31-53 della ripresa che in questo senso fotografa alla perfezione la superiorità di Pomezia, capolista non a caso, che pure al PalaCoscia ha dato una discreta prova di forza, al netto delle difficoltà incontrate tra prima e seconda frazione.
Nei primi 20’ minuti, in effetti, i nostri ragazzi hanno fatto vedere buone cose, tanto in difesa quanto soprattutto in attacco, al solito ago della bilancia per analizzare al meglio le prestazioni dei cryptensi. Non a caso, almeno nella ripresa, è proprio nella metà campo avversaria che i ragazzi di Iannucci (Busti out per squalifica) sono “mancati”, con letture non sempre lucide e una ricerca quasi ossessiva del tiro dalla lunga (2/18 dopo il 5/14 del primo tempo). Percentuali a parte una scelta che ha portato in dote poco bilanciamento difensivo, con Pomezia ne ha approfittato per allungare le mani sulla partita e scappare via. Nel primo tempo, invece, come anticipato in precedenza, tanti gli aspetti positivi, a cominciare dalla solidità di Converso a rimbalzo (12 alla fine) e dalla buona vena di Reali (19 con 6/13 al tiro). Il rammarico semmai è per la montagna di liberi lasciati per strada (2/9 dopo i primi 10’ minuti), che rendono il +2 (20-18) della prima sirena addirittura un po’ stretto.
A guadagnarci, ovviamente, è Pomezia, che dopo un inizio un po’ balbettante trova ritmo e intensità con il passare dei minuti, complici un paio di buoni spunti di Colonnelli e le giocate da applausi del grande ex Oliva. Così, dopo una mini rincorsa durata poco meno di 10’ minuti, a metà della seconda frazione Pomezia rimette la testa avanti (28-29), sfruttando al meglio il primo vero passaggio a vuoto dei nostri ragazzi. Momento di sbandamento che si spiega con le continue attenzioni di Frisari su Permon (14 con 5/14 al tiro) e, più in generale, con la fisicità degli ospiti, che nonostante l’assenza di Antonaci (in panchina solo per onor di firma) possono varare quintetti ricchi di centimetri, tenendo contemporaneamente sul parquet Oliva, Banach e Sforza, a segno in lunetta con i liberi del +7 (30-37) Pomezia. A metterci una pezza ci pensa allora Spinosa con una gran tripla, ma in un finale di tempo abbastanza nervoso (già 3 tecnici) il pallino del gioco continua a restare nelle mani degli ospiti, con i liberi di Ludovici che mandano in archivio un bel primo tempo sul 38-43.
Di fatto e nei fatti l’inizio della fine per il San Nilo, che come spesso capita da diverse settimane a questa parte esce malino dagli spogliatoi, entrando in un buco nero fatto di tiri affrettati e pochissima pazienza. Al contrario provano ad alzare i giri del motore gli ospiti, che grazie ad un 0-7 di parziale impreziosito da una gran tripla di Cavallo abbattono per la prima volta il muro della doppia cifra di vantaggio (38-50), rendendo ancor più evidenti i problemi di approccio dei nostri ragazzi. A rompere il digiuno cryptense un jumper di Permon e il gioco da 3 punti di Reali, ma la rimonta non resta che un progetto per il San Nilo, gelato da un altro parziale pesantissimo (0-9), grazie alla quale Pomezia scappa via definitivamente. Le triple di Cavallo e Colonnelli e il gioco da 3 punti di Sforza, in effetti, lanciano sul +20 (43-63) gli ospiti, costringendo Iannucci alla sospensione. Al rientro, seppur timidamente, i nostri ragazzi provano a rifarsi sotto, ma né l’energia di Proietti (12 in 20’ minuti) né lo squillo di Converso nel pitturato riescono a girare l’inerzia, anche perché Oliva sceglie un bel momento per prendersi la scena, siglando proprio a margine della terza frazione la tripla del 52-70.
Col senno di poi una vera e propria mazzata per i cryptensi, con gli ultimi 10’ minuti che in effetti aggiungono poco o nulla al racconto della partita. Del resto il San Nilo non ha né la forza e né la testa per rifarsi sotto, mostrando al contrario uno scollamento tecnico abbastanza preoccupante, al netto del valore avversario. In effetti, pur riconoscendo i meriti dei nostri avversari, pure il San Nilo ci ha messo tanto del suo, a partire dalla continua ricerca del tiro pesante, per cui parla il terrificante 2/18 della ripresa. Triple che peraltro non sortiscono alcun effetto, anche perché Pomezia ora gioca sul velluto, allargando la forbice senza eccessivi patemi. Sugli scudi un redivivo Sforza, mentre la parola fine la scrive – ironia della sorte – ancora Oliva, a segno dai 6,75 con la tripla che a 5’ dalla fine vale il 60-82. Da qui in avanti poco altro da annotare, se non le due panchine che si svuotano e il 69-96 finale, punteggio che rappresenta probabilmente una punizione sin troppo severa.
Almeno nel primo tempo, infatti, non erano dispiaciuti affatto Chiminello e compagni, che però, ancora una volta, si sono sciolti come neve al sole alle prime difficoltà, incappando così nella seconda sconfitta consecutiva. Ciò non toglie comunque nulla alla prova di Pomezia, che dopo aver conquistato la matematica certezza del primo posto ha sfoderato un’altra bella prova di forza, inviando l’ennesimo segnale a tutte le naviganti. Il San Nilo, invece, vede complicarsi nuovamente l’accesso alla post season, con Fiumicino e Anzio (rispettivamente 8ª e 9ª forza del girone) distanti ormai appena 2 punti. Una situazione che, almeno fino a qualche settimana fa, era quasi impossibile da pronosticare, ma il presente dice questo, e da qui dovremmo esser capaci di rialzarci. Calendario alla mano non sarà facilissimo (domenica 06/04 appuntamento a Sora), ma guai a sottovalutare i nostri ragazzi, nel bene e nel male una squadra capace di tutto, cui più di tutto serve ritrovare fiducia e serenità.





