Virtus Pomezia 61 – San Nilo Basket 56
Parziali: 9-15 / 24-15 / 12-13 / 16-13
Virtus Pomezia: Banach 10, Frisari 1, Uzzi 3, Colonnelli 4, Ludovici 10, Monni n.e., Antonaci 6, Cencioni 8, Del Prete n.e., Lemme n.e., Cavallo 8, Sforza 11. All. Pancrazi
San Nilo Grottaferrata: Chiminello 4, Permon 5, Marrocchi n.e., Reali 11, Spinosa 4, Oliva 23, Gaska, Corvo 1, Converso 6, Proietti 2; Coach: Busti
Termina con una sconfitta amara l’attesissimo big match dell’11ª giornata, al PalaMargheritaHack di Pomezia nulla da fare per il San Nilo, che pur partendo discretamente bene (9-15 alla prima sirena) non riesce a prendere mai pieno possesso del match, incassando così la 3ª sconfitta stagionale, maturata ancora una volta lontano dalle mura di casa. Come anticipato uno stop molto amaro per i ragazzi di Busti, maturato in volata e al termine di 40’ minuti intensissimi, in cui – nonostante sia solo Dicembre – si è respirata aria di playoff, non fosse altro per l’agonismo e la grande fisicità, cui Pomezia si è adeguata e abituata sicuramente prima. Gli uomini di Busti, invece, se ne tornano a casa con tanti rimpianti ma con la consapevolezza di potersela giocare alla pari anche su un campo così difficile, restando in scia degli avversari nonostante una giornata in cui l’attacco ha funzionato davvero pochissimo (37% scarso dal campo e 50% dalla lunetta).
In effetti, al netto degli appena 56 punti messi a referto, il San Nilo è sempre rimasto incollato alla partita, entrando negli ultimi 70” secondi di gioco sotto di 3 lunghezze (56-53) ma con l’inerzia finalmente a favore, complice l’unico vero lampo di un Permon tutt’altro che in serata (5 punti con 2/13 al tiro). Sul ribaltamento di fronte, però, il gioco da 3 punti chiuso da Banach spegne l’entusiasmo dei nostri ragazzi, regalando a Pomezia – tutto sommato meritatamente – i due punti in palio. Sconfitta a parte non mancano comunque buoni spunti da cui poter ripartire: contrariamente alle proprie abitudini e alle proprie caratteristiche, infatti, il San Nilo ha tenuto benissimo in difesa, mostrando sotto questo punto di vista notevoli passi in avanti, sopratutto sul piano della convinzione e della consapevolezza. Da sottolineare anche la crescita di un positivo Proietti, entrato a margine di un primo tempo che si stava facendo complesso (31-24 Pomezia), portando in dote energia e coraggio, un po’ scemato dopo i primi 10’ minuti.
Del resto, al di là del punteggio basso, era stato sicuramente il San Nilo a farsi preferire a margine della prima frazione, anche perché Oliva (23 punti e 3 recuperi) ingrana subito le marce alte, trovando punti comodi al ferro e costringendo Pancrazi a rivedere le proprie rotazioni, complici i due falli di Cavallo dopo appena 4’ minuti. Ad ogni modo, un po’ per la tensione un po’ per l’aggressività messa in campo da entrambe le difese, punti e canestri arrivano col contagocce in quest’avvio, tenendo la sfida perfettamente in equilibrio (9-9 dopo 7’ minuti). Situazione di stallo rotta dal finale in crescendo dei nostri ragazzi, che grazie al jumper di Spinosa e l’inchiodata di Converso volano a +6, tentando così la prima vera fuga di giornata. Del resto, al netto di una tripla di Uzzi, sembra proprio quello di Pomezia l’attacco più in difficoltà, mentre il San Nilo – pur non brillando – tiene costantemente uno o due possessi di vantaggio, sfruttando al meglio lo strapotere tecnico e fisico di Oliva (18-22 dopo 13’ di gioco). All’improvviso, però, anche in virtù di un paio di fischi dubbi la partita cambia, e con essa pure l’inerzia, con Pomezia che da qui alla fine del primo tempo concederà pochissimo ai ragazzi di Busti, piazzando prima il sorpasso e poi l’allungo. Sugli scudi Banach e soprattutto Sforza, anche se è dalla panchina che Pomezia pesca le carte migliori, soprattutto nel caso di Cencioni e Antonaci. Più o meno evidente c’è anche la loro firma sul +7 di Pomezia (prima sul 29-22 e poi sul 31-24), con il San Nilo che comunque è bravo a non disunirsi, accorciando le distanze grazie al già citato impatto di Proietti e ad un paio di magie di capitan Chiminello (33-30 a metà gara).
Copione sostanzialmente invariato al rientro dalla pausa lunga, con l’intensità e gli errori sempre a farla da padroni. In effetti, al netto degli aggiustamenti difensivi proposti da Pomezia, i nostri ragazzi lasciano per strada anche alcuni buoni tiri, mancando puntualmente l’appuntamento per il sorpasso. Ad ogni modo i cryptensi continuano a tenere benissimo il campo, anche perché la difesa regala tantissime garanzie, eccezion fatta per un paio di rimbalzi in attacco concessi sanguinosamente (39-34 alla boa dei 15’ minuti). Sul finire della terza frazione, però, arriva un’altra splendida fiammata dei nostri ragazzi, che in un amen e quasi all’improvviso riescono a rimettere la testa avanti. Merito di Oliva e soprattutto di Proietti, che sulla falsariga del primo tempo continua a giocare con grande energia, dando il là al 2-9 di parziale chiuso dal 3/3 in lunetta di Reali, buono per il sorpasso sul 42-43. Purtroppo per i cryptensi, però, sarà proprio questo l’ultimo vantaggio fatto registrare dal San Nilo, che da qui alla fine tornerà a fare parecchia fatica in attacco, non sempre e non solo per i meriti di Pomezia. In effetti se da una parte sono innegabili i meriti dei padroni di casa, dall’altra non mancano i rimpianti per i cryptensi, che negli ultimi 10’ minuti collezionano brutte scelte e pure qualche brutto fischio, facilitando così il compito di Pomezia. Ad ogni modo speranza che non è mai venuta meno per i cryptensi, che pure dopo essere stati spinti sul -10 (53-43) da 4 punti in fila di Antonaci e pure dopo aver perso Oliva per 5 falli hanno provato a crederci, dimostrando comunque voglia e carattere. Una reazione non sempre lucidissima ma di grande cuore, impreziosita dalle triple a giochi rotti di Oliva e Permon, capaci di riportarci a -3 (56-53) a poco più di un minuto dalla fine. Poi, come anticipato, la giocata di Banach (e quella di Sforza subito dopo), una vera e propria doccia fredda che chiude di fatto i giochi, con la tripla sulla sirena di Reali che – chissà – magari potrà tornare utile in ottica doppio confronto. Il 61-56 finale, del resto, lascia tutto aperto in questo senso, anche se è chiaro come il primato di Pomezia non sia in discussione, almeno in questo momento. Ad ogni modo, come sottolineato in precedenza, a prescindere dal nervosismo per la sconfitta e i rimpianti per non aver gestito bene alcuni possessi chiave, da questo match si può e si deve ripartire, senza perdere consapevolezza e fiducia nei propri mezzi. Il San Nilo, infatti, pur non brillando se l’è giocata alla pari, offrendo una prestazione diametralmente opposta rispetto a quelle negative confezionate a Frassati ed Anzio. Segnali positivi che dovranno essere tramutati al più presto in energia e voglia di rimettersi in carreggiata, anche perché Sabato 21/12 al PalaCoscia arriva Sora per quello che sarà un vero e proprio spareggio per la seconda piazza. Una gara durissima che chiuderà un 2024 senz’altro non felicissimo, ma che magari darà lo slancio per una nuova storia, tutta da scrivere e magari enormemente più bella.





