La ginnastica ritmica è fatta di tecnica, eleganza e disciplina, ma soprattutto di persone: quelle che ogni giorno accompagnano le atlete nella loro crescita, dentro e fuori dalla pedana. Per questo nasce questa serie di interviste dedicata alle allenatrici della San Nilo, donne che con passione, competenza e sensibilità animano il gruppo delle ginnaste della nostra società sportiva.
Le loro parole ci consentiranno di scoprire quali sfide affrontano, come vivono l’allenamento, le gare e cosa significa, per loro, educare alla ritmica. Brevi risposte che spiegano non solo un metodo di lavoro, ma una visione: quella di far crescere persone e atlete consapevoli, serene e innamorate di questo sport.

COSTANZA ARVENI – ALLENATRICE AGONISTICA FEDERALE GOLD
Quali sono gli obiettivi principali che ti poni durante la stagione sportiva?
Durante la stagione il mio obiettivo è accompagnare ogni ginnasta in un percorso di crescita completo, sia tecnico che umano. Punto molto sulla costruzione di basi solide, sulla qualità del lavoro quotidiano e sulla consapevolezza del gesto, perché i risultati devono essere la naturale conseguenza di un processo ben fatto, non l’unico traguardo.
Ogni anno cerco di far compiere a ciascuna ginnasta un passo avanti, rispettando tempi, caratteristiche e obiettivi individuali. È questo equilibrio tra la cura del dettaglio, la progressione personale e la serenità del percorso che rende davvero significativa una stagione sportiva.
Come affronti la gestione delle emozioni prima di una gara?
La gestione delle emozioni è una parte centrale del mio lavoro. Cerco sempre di trasmettere calma e fiducia, aiutando le ginnaste a concentrarsi su ciò che sanno fare invece che su ciò che temono. In allenamento lavoriamo molto sulla simulazione della gara, sulle routine e sulla concentrazione, così che il giorno della competizione non arrivi come qualcosa di nuovo o imprevedibile.
Prima di entrare in pedana per affrontare l’esercizio ricordo sempre che l’emozione è normale: non va eliminata, ma trasformata in energia positiva. È solo quando imparano a gestirla nel modo giusto che le ginnaste riescono a dare il meglio di sé.

SIMONA MARTINELLI – ALLENATRICE AGONISTICA MSP/CORSO BASE INTERMEDIO/PREAGONISMO
Qual è il tuo approccio con le atlete particolarmente timide o insicure?
Il mio approccio parte da un obiettivo semplice: far sentire ogni atleta compresa e rassicurata. Credo nelle loro capacità e nel potenziale che possono esprimere quando si trovano in un contesto sereno e accogliente.
Mi impegno per creare un ambiente familiare, dove allenarsi insieme e dove ognuna si può sentire libera di esprimersi, di sperimentare e di crescere. È in questo clima di fiducia che nascono motivazione, impegno e miglioramento autentico.
Quali sono le principali sfide nell’allenare bambine nella ginnastica ritmica?
Allenare bambine nella ginnastica ritmica significa aiutarle a riconoscere le proprie capacità, rendere visibili i loro progressi e far acquisire sicurezza nei movimenti. È fondamentale organizzare allenamenti sereni, in cui la palestra diventi un luogo di felicità e non di pressione.
La sfida più bella resta sempre la stessa: farle innamorare della ginnastica ritmica, così che ogni giorno in palestra diventi un momento atteso e vissuto con entusiasmo.

ROMINA DONNINI – ALLENATRICE AGONISTICA FEDERALE GOLD E DANZA CLASSICA
In che modo la tecnica della danza classica contribuisce a migliorare la qualità dei movimenti nella ginnastica ritmica?
La danza classica è una base tecnica preziosa per le ginnaste, perché sviluppa controllo, consapevolezza e precisione del movimento senza l’uso dell’attrezzo. Il lavoro su postura, asse corporeo ed equilibrio rende più stabili rotazioni ed equilibri, mentre l’allungamento costante migliora la qualità delle linee e l’armonia dei gesti.
La cura dei dettagli — piedi, braccia, portamento — contribuisce a movimenti più puliti e continui, fondamentali per la fluidità dell’esercizio. Inoltre, la formazione classica affina musicalità ed espressività, permettendo di interpretare la musica con maggiore naturalezza e coerenza.
Il risultato è un’esecuzione più elegante, fluida e matura, in cui tecnica e arte si fondono in modo armonioso.
Come strutturi una lezione che combina ginnastica ritmica e danza classica senza perdere l’identità di entrambe le discipline?
Integrare ginnastica ritmica e danza classica è una scelta potente, ma richiede una direzione chiara: le due discipline non devono fondersi, bensì dialogare. Nel mio metodo, la danza classica rimane pura, rigorosa, fedele al metodo Vaganova (n.d.r. tecnica accademica russa).
Le atlete devono conoscere e interiorizzare questi principi — allineamento, controllo dell’asse, uso consapevole delle braccia, qualità del movimento e musicalità — perché rappresentano la base per gestire il corpo con controllo e consapevolezza. È proprio questa solidità tecnica che permette poi alle ginnaste di trasferire maggiore qualità, pulizia ed espressività nei loro esercizi in pedana.





