Palla, cerchio, nastro, fune e clavette in pedana

Continuano le interviste al nostro Staff della Ginnastica Ritmica!

ALICE RASTELLI – ALLENATRICE AGONISTICA FEDERALE SILVER

Come instauri un rapporto di fiducia con le ginnaste più giovani?

Quando lavoro con le ginnaste più piccole, per me la priorità assoluta è creare un rapporto di fiducia solido e autentico. Tutto parte dall’ascolto: cerco di capire come si sentono, di rassicurarle quando hanno paura e di valorizzare ogni piccolo progresso.

Sono molto attenta a essere coerente e giusta, perché i bambini hanno bisogno di regole chiare e uguali per tutti. Utilizzo sempre un linguaggio positivo: correggere è fondamentale, ma mai a scapito della loro autostima. Voglio che si sentano sicure, sia dal punto di vista fisico — attraverso un lavoro graduale e controllato — sia da quello emotivo, creando un ambiente sereno in cui sbagliare è parte naturale del percorso.

Mantengo confini professionali ben definiti e un atteggiamento affettuoso ma appropriato. Ritengo essenziale anche il dialogo costante con le famiglie, così da garantire trasparenza sugli obiettivi e sui metodi di lavoro.

Infine, soprattutto con le più piccole, cerco di far vivere la palestra come un luogo positivo e stimolante. Quando si divertono e si sentono accolte, la fiducia nasce quasi spontaneamente.

 

Come aiuti le atlete a sviluppare creatività e personalità nell’esecuzione?

Cerco di lasciare spazio all’espressione individuale fin dalle prime età. Anche quando lavoriamo su esercizi tecnici molto precisi, invito le ginnaste a interpretare i movimenti, a sentire la musica e a trovare un modo personale di esprimersi.

Propongo spesso piccoli momenti di improvvisazione guidata, soprattutto durante il riscaldamento o nelle fasi più creative dell’allenamento. Questi momenti aiutano le bambine a prendere confidenza con il proprio corpo e con lo spazio. Le incoraggio a sperimentare senza paura di sbagliare, spiegando che la creatività nasce proprio dal provare, dal mettersi in gioco e dall’accettare l’errore come parte del percorso.

Anche la scelta della musica ha un ruolo importante. Con le più giovani tengo molto in considerazione i loro gusti: sentirsi rappresentate da una musica che amano le aiuta a esprimersi con maggiore naturalezza. Da lì costruisco l’esercizio sulla personalità della bambina, osservando se è più energica, delicata, introversa o esplosiva, e adattando stile, ritmo e gestualità alle sue caratteristiche.

Mi piace anche creare una piccola storia intorno all’esercizio, così che possano visualizzarla mentre lo eseguono ed entrare più facilmente nel ruolo. Questo le aiuta a dare senso ai movimenti, a sentirsi coinvolte e a trasmettere emozioni in modo spontaneo.

Per me è fondamentale che ogni atleta senta di poter portare qualcosa di proprio in pedana. La personalità non si impone: si coltiva, creando un ambiente in cui le bambine si sentono libere di esprimersi e sostenute nel farlo.

SOFIA CAMILLI – ALLENATRICE AGONISTICA MSP/CORSO PRIMI PASSI

Cosa ti ha spinto a diventare allenatrice di ginnastica ritmica?

A spingermi verso il ruolo di allenatrice è stata, prima di tutto, la passione. La ginnastica ritmica ha accompagnato ogni fase della mia crescita e ha contribuito a formare la persona che sono oggi.

Allenare significa trasmettere questa passione alle nuove generazioni, diventare per loro un punto di riferimento e offrire uno spazio in cui possano crescere, lavorare sui propri punti deboli e valorizzare i propri punti di forza.

La palestra è per me un luogo protetto in cui le ginnaste possono essere se stesse, staccare la spina e costruire qualcosa giorno dopo giorno. È questo che mi motiva, ogni singolo giorno, a fare l’allenatrice.


Come riesci a trasformare l’allenamento in un’esperienza divertente per loro?

Trasformare l’allenamento in qualcosa di divertente non è semplice, ma è fondamentale. Con le bambine più piccole sfrutto la natura dinamica della ginnastica ritmica per proporre attività che siano divertenti e funzionali: giochi di coordinazione di riflessi di ritmo e collaborazione fra le piccole atlete. Con i gruppi agonistici invece cerco di mantenere alta la motivazione proponendo esercizi nuovi e stimolanti, trovando ogni giorno il giusto equilibrio tra disciplina e divertimento. Mi impegno a essere non solo un’insegnante, ma una figura di riferimento nella loro crescita sia umana che sportiva.

 In ogni allenamento non mancano mai momenti di leggerezza e risate: farle sentire a proprio agio è essenziale per permettere loro di esprimere davvero il 100% del loro potenziale

LILIA TRENTA - ALLENATRICE CORSO BASE INTERMEDIO/PREAGONISMO

In che modo collabori con altre allenatrici o preparatori?

Con le altre allenatrici e preparatrici collaboro quotidianamente, anche se con alcune il confronto è più frequente che con altre. Insieme organizziamo le lezioni e programmiamo gli esercizi per le atlete, così da garantire un lavoro coerente e ben strutturato.

Chiedo spesso consigli o pareri per svolgere al meglio il mio compito; per me sono sempre state un punto di riferimento fondamentale. Il confronto continuo mi permette di crescere personalmente, di migliorare e di offrire alle ginnaste un ambiente di allenamento più ricco e competente.

 

Come immagini il futuro della ginnastica ritmica giovanile?

Il futuro della ginnastica ritmica giovanile lo immagino in continua crescita. Credo che questa disciplina stia diventando sempre più varia e libera, offrendo a ciascuna atleta la possibilità di esprimersi in modo autentico e personale.

Mi auguro — e immagino — che rimanga uno sport inclusivo, capace di accogliere tutti senza lasciare indietro nessuno. Negli ultimi anni noto con piacere che la ginnastica ritmica è sempre più conosciuta e praticata grazie anche ai successi delle ginnaste italiane. Tutto ciò mi fa guardare al futuro con speranza perché significa che la ginnastica ritmica sta ottenendo spazio e visibilità per conquistare giovani atlete.

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