Supernova Fiumicino – San Nilo Grottaferrata 86-83
Parziali: 31-26 / 21-28 / 18-16 / 16-13
Fiumicino: Zappalà 4, Peroni, Tebaldi 19, Okereke 13, Tripodi, Manzo 18, Manzotti 14, Fasolino 16, Tiraferri n.e., Vani 2; Coach: Sardo
San Nilo: Chiminello 14, Permon 25, Villamaina n.e., Reali 7, Sabatini n.e., Spinosa 10, Corvo 9, Perifano n.e., Napolitano n.e., Converso 14, Proietti 4; Coach: Busti
Purtroppo un film già visto, in cui al netto degli interpreti e della trama il finale è il solito, con il San Nilo che torna a casa con tantissimo amaro in bocca e la sensazione di essersi lasciata sfuggire di mano una vittoria ampiamente alla portata. Di certo non mancano le recriminazioni, a partire dal pasticcio nel finale con secondi e centesimi di secondo letteralmente “spariti” in nome del tempo di reazione, ma ciò che ci lascia in dote la trasferta di Fiumicino è un’altra sconfitta, la sesta stagionale, con la percentuale di vittorie lontano da casa che crolla addirittura al 40% (4/10). Mal di trasferta o no un qualcosa su cui ragionare, anche perché la classifica torna a farsi cortissima, con il sorpasso di Sora che si aggiunge al contemporaneo aggancio di Latina.
Detto ciò giusto riconoscere i meriti dei nostri avversari, con Fiumicino assolutamente super nel tiro dalla lunga (15 triple alla fine), punendo ogni singolo errore commesso dai cryptensi. E pensare che almeno in attacco i cryptensi hanno fatto vedere cose egregie, ma né il 50% abbondante dal campo (32/63) né la ritrovata vena nel tiro dalla lunga (12/28) sono bastati, complici i soliti emblematici alti e bassi. Un vizio evidenziato già nel corso del primo tempo, in cui il San Nilo vive di piccole e grandi fiammate, riuscendo a rispondere colpo su colpo al clamoroso 11/14 dalla lunga messo a segno dai padroni di casa. Un vero e proprio festival delle triple cui hanno partecipato – da protagonisti – un Fasolino in serata di grazia (4 a margine di una prima frazione irreale) e un grande Manzotti, protagonista nella seconda frazione con un 3/3 pesantissimo. Ovviamente non mancano anche un paio di gemme di Tebaldi, con Fiumicino che a cavallo tra i primi due quarti sembra letteralmente infallibile, toccando il massimo vantaggio sul +6 prima sul finire dei primi 10’ minuti (26-20) e poi a metà della seconda frazione (41-35).
Momenti di sbandamento cui i cryptensi hanno comunque reagito bene, tenendosi costantemente a non più di 2 possessi di svantaggio. Merito del buon impatto di Spinosa in uscita dalla panchina e di un clamoroso Permon, che contrariamente alle ultime settimane tramuta in oro ogni singolo pallone toccato, chiudendo un primo tempo davvero splendido con 20 punti all’attivo e un immaginifico 6/8 dalla lunga distanza. Non a caso sono proprio 2 triple in rapida successione di PP5 a girare l’inerzia della sfida, con il San Nilo a rimettere la testa sul 47-48. Una rincorsa iniziata 12’ minuti prima, quando le 3 triple in fila di Fasolino, Tebaldi e Manzo ci avevano fatto sprofondare a -5 (23-18), vanificando così l’ottimo avvio di un Corvo limitato soltanto dai falli (prima frazione da 7 punti). Poi, come anticipato, una lunga rincorsa per i cryptensi, completata da Permon e impreziosita dalle giocate del solito Converso (14+17), che con due schiacciate in fila ci porta addirittura a +5 (49-54). Vantaggio tutto sommato meritato, che alla luce dell’incredibile serata al tiro di Fiumicino (tripla di Manzotti allo scadere del primo tempo) molto somiglia ad una piccola grande impresa.
Alla rientro dalla pausa lunga, inevitabilmente, le percentuali un po’ si abbassano, mentre aumentano a dismisura intensità ed equilibrio, con le due squadre a scambiarsi di continuo la testa del match. Per ciò che concerne i padroni di casa è Manzo a salire in cattedra, con l’ex Viterbo che segna 10 dei suoi 18 punti proprio nel corso della terza frazione, vanificando così tutte le magie tirate fuori dal cilindro da un positivo Chiminello (14 in 26’ minuti con +4 di plus/minus). Rammarico acuito dalle tante disattenzioni commesse dai nostri ragazzi, perché se da una parte sono evidenti i meriti della Supernova, dall’altra spiccano gli alti e bassi del San Nilo, che dopo aver allungato sul +4 (57-61) un po’ si perde, permettendo a Fiumicino di rimettersi in carreggiata e di completare un nuovo sorpasso (68-66), firmato neanche a dirlo da uno scatenato Manzo. Cryptensi che comunque si tengono a galla, con Spinosa e Permon a regalarci una nuova parità dopo 30’ minuti di gioco (70-70).
Perciò si decide tutto negli ultimi 10’ minuti, che senza dubbio rappresentano un clamoroso rimpianto, racchiudendo – ironia della sorte – il nostro momento migliore e quello peggiore in assoluto. In effetti riparte fortissimo il San Nilo, che sull’asse Converso-Chiminello sembra poter allungare una volta per tutte le mani sulla partita, volando dopo poco più di 2’ minuti sul +6 (70-76). Di fatto e nei fatti un vantaggio diverso da quelli precedenti, perché Fiumicino si innervosisce parecchio (tecnico a Manzotti), costringendo Sardo al minuto di sospensione. Al rientro, però, l’errore in lunetta di Spinosa dà avvio ad un vero e proprio incubo per i nostri ragazzi, un crollo tanto improvviso quanto verticale che in un certo senso ha coinvolto e colpito un po’ tutti, rendendo inutile il doppio timeout chiamato da Busti e, più in generale, ogni singolo adattamento proposto dalla panchina cryptense. Eloquente a questo proposito il 14-0 di parziale chiuso in meno di 3’ minuti da Fiumicino, che dopo le triple di Manzo e Manzotti ritrova energia ed entusiasmo dell’avvio di gara, con Okereke prima e Tebaldi poi a trovare fortuna anche nel pitturato, spingendo sul +8 i padroni di casa (84-76). Il San Nilo, invece, appare quasi smarrito in questo frangente, con l’attacco improvvisamente monocorde e senza idee, cui fa da contraltare una difesa volenterosa ma sin troppo ingenua. Ad accendere la luce e regalarci una flebile speranza in vista del finale arriva uno spunto di Corvo e la settima tripla di serata di Permon, mentre il -3 (86-83) lo firma Reali in lunetta. Qui, a dirla tutta, Fiumicino gioca un po’ col fuoco gestendo malissimo il pallone della staffa, ma a chiudere definitivamente i conti è il pasticcio combinato dal tavolo e dagli arbitri, con il San Nilo che dei 2” secondi abbondanti per l’ultimo tiro se ne ritrova uno soltanto (colpa del già citato “tempo di reazione”, ulteriormente limato dal tocco di Fasolino sulla rimessa successiva, sancendo così la vittoria della Supernova.
Per cui, ancora una volta, si rivela amaro il weekend del San Nilo lontano dal PalaCoscia, con Chiminello e compagni a mostrare soliti limiti e vecchie paure, non riuscendo a dare continuità rispetto all’ottima prova sfoderata contro Frassati settimana scorsa. Un vero e proprio passo falso che oltre a incidere sulla classifica rischia di pesare molto sull’umore, donando tutta un’altra luce sulla sfida di sabato prossimo (22/02 alle 18.00) contro Anagni. Al di là dei valori espressi finora sarà una gara complicatissima, in cui servirà il vero San Nilo e la magia che solo il PalaCoscia sa regalare.





