Scuba Frosinone – San Nilo Grottaferrata 109-95
Parziali: 36-24 / 20-22 / 31-21 / 22-28
Frosinone: Piarchak 10, D’Erme, Rago 3, Efficace 23, Lepore, Stazi n.e., La Mura 8, Bruttini 22, Ceccarelli 24, Collalti 19; Coach: Di Salvatore
San Nilo: Chiminello 4, Permon 4, Villamaina, Reali 15, Sabatini n.e., Spinosa 12, Gaska 11, Corvo 4, Perifano n.e., Converso 23, Proietti 22; Coach: Busti
Prosegue la maledizione lontano da casa per il San Nilo Grottaferrata, nel freddissimo palazzetto di Frosinone collezionano il 4º k.o. consecutivo in trasferta i cryptensi, che pur giocando una discreta partita escono ancora con il referto giallo, abbandonando – forse definitivamente – l’opportunità di agganciare uno dei primi 4 posti. Al di là dei numeri, che pure raccontano molto, una sconfitta molto diversa rispetto a quelle incassate nelle ultime uscite lontano dal PalaCoscia, con i ragazzi di Busti che hanno fatto vedere cose senz’altro molto positive in attacco (95 punti realizzati), evidenziando semmai poca attitudine nella propria metà campo. Difetto messo ancora più in luce dalla splendida serata al tiro della Scuba, che al di là dei nostri demeriti ha tirato con percentuali stellari da dietro l’arco, chiudendo la sfida con addirittura 18 triple realizzate. Si spiegano anche così i 109 punti subiti, per distacco il peggior dato stagionale, su cui andranno fatte riflessioni profonde nei prossimi giorni, anche perché i playoff si avvicinano a grandi passi, e con questi ultimi il momento più importante della stagione. In tutto ciò, sfortuna o no, pure gli arbitri ci hanno messo del loro, un qualcosa che sta succedendo troppo spesso nelle ultime settimane e che ci lascia sempre col sospetto che non sia stata solo e soltanto “colpa nostra”. Ma pure su questo rifletteremo, sperando che facciano altrettanto gli organi preposti.
Per il resto, come sottolineato in precedenza, giusto riconoscere i meriti di Frosinone, che sin dalla palla a due ha tirato tanto e bene dai 6,75, sfoderando un’incredibile prima frazione da 36 punti, caratterizzata dalle triple di Efficace (4) e dalle scorribande di Bruttini, che ferro – col senno di poi – ci è arrivato sempre troppo facilmente. Dati alla mano 24 i punti realizzati dalla coppia d’oro della Scuba, mentre il San Nilo ci mette un po’ a rompere il ghiaccio, ritrovandosi praticamente subito a dover inseguire (15-4 dopo 4’ minuti). Difficoltà acuite dai problemi alla schiena di Permon (4 in 20’ minuti) e da un metro arbitrale non sempre coerente, cui – e di questo abbiamo qualche responsabilità – non siamo quasi mai riusciti ad abituarci. Eppure, nonostante le continue folate di Frosinone, in un qualche modo restiamo a galla, col -12 (36-24) della prima sirena che è senz’altro un mezzo affare. Merito di un ispirato Proietti (22 con 9 falli subiti) e dello strapotere nel pitturato di Converso, tanto incisivo in fase realizzativa (23 con 10/18 dal campo) quanto dominante nella lotta a rimbalzo (9+14). Il rammarico, semmai, è per non aver insistito di più su questo tipo di vantaggi, così come non aver dato seguito a quei (rari) momenti in cui l’inerzia è girata.
È successo ad esempio nel corso della seconda frazione, con Frosinone che ha accusato un fisiologico calo delle percentuali nei primissimi minuti, dando la sensazione che la partita avesse ancora tantissimo da dire. Al contrario, quando il più sembrava ormai fatto, sono arrivate piccole e grandi disattenzioni, errori anche banali pagati a caro prezzo e cui Frosinone si è appoggiata per riprendere le redini dell’incontro. È accaduto in un primo momento dopo il 2-6 iniziale confezionato da Converso e da un positivo Spinosa (peccato soltanto per qualche persa di troppo), con la rimonta cryptense ghiacciata in questo caso da una tripla di Collalti (41-30). Discorso analogo ai margini del primo tempo, col -7 (51-44) raggiunto dai cryptensi grazie a un’invenzione di Chiminello e alla solita accelerata di Proietti. Anche in questo caso, però, Frosinone risponde presente, con Piarchak e Collalti (altra tripla taglia gambe) a rompere il digiuno e fissare sul 56-46 il punteggio a metà gara.
Al di là di tutto partita ancora apertissima, ma come spesso capita la pausa negli spogliatoi si rivela quasi drammatica per Chiminello e compagni, che pur approcciando bene alla ripresa (0-4 con schiacciatona di Converso) perdono subito il bandolo della matassa, sciogliendosi inaspettatamente come neve al sole. In pochi più di 3’ minuti, infatti, la Scuba piazza un tremendo 14-2 di parziale, con Ceccarelli praticamente immarcabile in questo frangente, come dimostrato dalla tripla su una gamba sola allo scadere dei 24” secondi. Giocata che fotografa alla perfezione quanto incidano fiducia ed euforia, di fatto e nei fatti le grandi assenti in casa San Nilo. Non a caso sprofondano fino a -18 (70-52) i ragazzi di Busti, che in questo frangente vivono inevitabilmente anche momenti di scoramento e nervosismo (tecnico a Permon), anche in virtù di alcune decisioni arbitrale non sempre in linea con quanto visto in precedenza. Ciononostante, complice il rientro di Gaska (11 in 20’ minuti), il San Nilo trova la forza per riportarsi a contatto (71-59), ma quello che poteva e doveva essere il momento della svolta si rivela un lampo nel buio, un momento isolato cui i nostri ragazzi non riescono a dar seguito, vedendo l’energia della rimonta esaurirsi troppo rapidamente. Frosinone, invece, a proposito di energia ne trova moltissima grazie al tiro dalla lunga, piazzando proprio a margine della terza frazione l’allungo decisivo. Le triple di Bruttini e di uno scatenato Ceccarelli (gran partita), infatti, allargano nuovamente la forbice, e dopo l’espulsione di Busti il San Nilo crolla fino a -23 (87-64), perdendo così anche il vantaggio nel doppio confronto (+18 all’andata).
Eppure, nonostante il punteggio e tutto il nervosismo accumulato, è encomiabile la reazione dei nostri ragazzi, che negli ultimi 10’ minuti provano davvero il tutto per tutto, andando vicini ad una clamorosa rimonta. Più leggeri nelle gambe e nello spirito, infatti, i cryptensi riescono a recuperare terreno nel corso dell’ultima frazione, mentre Frosinone dà l’impressione di guardare solo cronometro, pagando improvvisamente lo scotto della stanchezza. Calo tutto sommato fisiologico di cui il San Nilo approfitta, con Converso e un redivivo Reali (15 ma 6 perse) a ispirare il break che a 3’ minuti scarsi dalla fine vale un inatteso -10 (100-90). Semplice gestione o no, per evitare guai peggiori Di Salvatore ributta nella mischia Bruttini per la volata finale, ma a firmare i canestri della staffa è Collalti, che ancora dalla lunga distanza regala a Frosinone punti pesanti, fissando un pirotecnico 109-95 finale.
Come sottolineato più volte uno stop senz’altro diverso per il San Nilo, che al di là dei soliti paurosi momenti di blackout (25 perse) ha dato segnali diversi rispetto alle ultime sconfitte in trasferta, trovando con continuità la via del canestro. A prescindere dai meriti di Frosinone, invece, da registrare la difesa, l’aspetto del gioco dove dobbiamo e possiamo fare davvero molto di più. Chiaramente di tempo ce n’è sempre meno, ma l’impressione è che questo gruppo abbia ancora tanto da dire. A questo proposito la sfida di settimana prossima (29/03) contro la Pomezia dell’ex Oliva rappresenta senz’altro un test importante: al PalaCoscia, infatti, arriverà la capolista, che dopo aver centrato la matematica certezza del primo posto proverà a mettere il punto esclamativo su una regular season da protagonista, tentando uno scalpo che finora è riuscito soltanto a Valmontone. I nostri ragazzi, d’altro canto, hanno nelle corde serate e partite importanti, in grado di cambiare volto a una stagione sin qui ricca di alti e bassi, ma in cui, ce lo auguriamo, il bello debba ancora arrivare. Ogni tanto basta poco, magari soltanto una scintilla, che il nostro pubblico – come ha sempre fatto – dovrà alimentare dal primo all’ultimo minuto.





