Il DNA San Nilo Sport: Costruire il “Noi”

Il rumore del pallone sul parquet, il cronometro che scorre, le indicazioni che superano il tifo dagli spalti. Ma cosa c’è dietro il lavoro quotidiano in palestra? A metà di questa intensa stagione, abbiamo deciso di fermarci un istante con i protagonisti della nostra area tecnica. Non per una semplice presentazione, ma per capire la filosofia che anima il San Nilo Basket Grottaferrata. Abbiamo rivolto due domande chiave ai nostri coach: per scoprire che, oltre la tattica, batte un cuore mosso da valori condivisi e da un unico, grande obiettivo: la crescita dei nostri ragazzi.

ALESSIA DE LUCIA - PRIMO ALLENATORE UNDER 13

Cosa significa per te “essere un allenatore”?

Per me, essere un allenatore significa aiutare qualcuno a tirare fuori il meglio di sé: guidare, motivare e dare l’esempio, non solo insegnare tecniche ma anche valori come impegno, rispetto e fiducia.

È crescere insieme agli altri, dentro e fuori dal campo.

Cosa cerchi di trasmettere alle tue atlete oltre alla tecnica pallavolistica?

Oltre alla tecnica pallavolistica, cerco di trasmettere valori come il rispetto, il lavoro di squadra, la disciplina e la fiducia in se stessi. Voglio aiutare le ragazze a crescere come persone, imparando a gestire le difficoltà, a sostenersi a vicenda e a non smettere di credere nel proprio potenziale.

SILVIA MASI - ISTRUTTRICE MINIVOLLEY / SECONDA ALLENATRICE U14

Cosa ti ha spinto a passare dal campo alla panchina?

La decisione di passare dal campo alla panchina è maturata progressivamente, come risultato di un percorso personale e sportivo.

Durante gli anni da giocatore ho sviluppato un interesse sempre maggiore per gli aspetti strategici del gioco, per l’organizzazione della squadra e per la gestione delle persone, più che per la sola prestazione individuale.

Allenare rappresenta quindi una naturale evoluzione del mio ruolo: non un allontanamento dal campo, ma un modo diverso di viverlo, con una responsabilità più ampia che unisce competenze tecniche, capacità relazionali e attenzione alla dimensione umana dello sport.

Qual è il consiglio più prezioso che hai ricevuto e che ripeti alle tue ragazze?

Il consiglio più prezioso che ho ricevuto è stato: “Conta più come reagisci all’errore che l’errore stesso”

È una frase semplice che cerco di trasmettere ogni giorno alle mie ragazze. Nella pallavolo l’errore è inevitabile: una battuta sbagliata, un attacco murato, una ricezione imprecisa. Quello che fa la differenza, però, è la capacità di non lasciarsi definire da quell’errore.

Ripeto spesso alle atlete che sbagliare non è un fallimento, ma una parte del processo di apprendimento. Ciò che conta è mantenere lucidità, fiducia e spirito di squadra, trasformando ogni difficoltà in un’occasione di crescita, individuale e collettiva.

GIORDANA DE CESARIS - ISTRUTTRICE MINIVOLLEY / SECONDA ALLENATRICE U16

Ti piace allenare le bambine?

Allenare le bambine del minivolley mi piace moltissimo: è un’esperienza bella, divertente e piena di energia. Giocano, sorridono e imparano insieme, creando un ambiente leggero ma ricco di crescita.

Vederle entusiaste, curiose e desiderose di migliorare rende ogni allenamento speciale e mi dà una grande soddisfazione.

 

Che cosa imparano le bambine giocando a minivolley?

Giocando a minivolley le bambine imparano a lavorare in squadra, a rispettare le regole e le compagne. Sviluppano una migliore capacità di movimento, coordinazione e gestione delle difficoltà, senza arrendersi davanti agli ostacoli. Ma soprattutto scoprono che lo sport è amicizia, condivisione e tanto divertimento.

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