Basket Cassino – San Nilo Grottaferrata 76-72
Parziali: 20-19 / 22-16 / 18-13 / 16-24
Cassino: Nardi 21, Belli 5, D’Aguanno n.e., Franco n.e., Fionda n.e., Comarca 3, Pacitto 16, D’Aquanno 8, Pietrolungo 2, Durisic 3, Collier Broms 18; Coach: Vassalli
San Nilo: Chiminello 4, Permon 16, Reali 13, Sabatini n.e., Spinosa 15, Gaska 2, Corvo 8, Perifano n.e., Converso 14, Proietti; Coach: Iannucci
Si apre con una sconfitta amara il nuovo corso del San Nilo, che senza Oliva (ufficiale il passaggio a Pomezia) e ancora priva di coach Busti (squalifica) bagna il 2025 perdendo in volata il testa-coda contro Cassino. Uno stop tanto inatteso quanto – purtroppo – meritato, maturato al termine di un match in cui i cryptensi hanno faticato a trovare ritmo e riferimenti, perdendo via via la lucidità necessaria per strappare i due punti in palio. In effetti sono state tante, troppe, le cose che non hanno funzionato a dovere, a partire dalle difficoltà nel tiro dalla lunga distanza (6/28 con 3 triple arrivate a buoi ormai scappati), mai come in questo caso arma a doppio taglio, con il San Nilo che ha attaccato poco e male l’area, denotando qualche problema anche nel bilanciamento difensivo. Non a caso, vuoi per caratteristiche, vuoi per qualche disattenzione di troppo, Cassino è riuscita a trovare punti pesanti anche in contropiede, costruendosi a cavallo dei due tempi quel vantaggio risultato poi decisivo.
Eloquente a questo proposito il 40-29 fatto registrare tra seconda e terza frazione, in cui il San Nilo è scivolato anche a -16 (60-44 a 60” secondi dall’ultimo mini riposo), cercando in maniera quasi ossessiva fortuna da oltre l’arco. Cassino, invece, al di là di percentuali migliori nel tiro pesante, ha avuto il merito di variare molto in attacco, giocando con maggiore intensità e cattiveria. Non a caso i nostri ragazzi hanno faticato parecchio anche nella lotta a rimbalzo, concedendo una serie di extra possessi senz’altro pesanti, che alla fine hanno inevitabilmente inciso. E pensare che almeno fino a metà della seconda frazione era stato in mano ai cryptensi il pallino del gioco, trascinati dai canestri di Permon (16 ma 6/19 al tiro) e dalla vitalità in uscita dalla panchina di un positivo Spinosa (15 in 25’ minuti). Col senno di poi, al netto del +6 (23-29) fatto registrare sul tabellone, resta un po’ di rammarico per non aver coinvolto con maggiore continuità Converso, che almeno a rimbalzo ha fatto letteralmente il vuoto (doppia doppia da 14 punti e 16 rimbalzi).
Cassino, però, ha avuto il merito di non smettere di crederci, trovando di lì a poco il break che ha cambiato – di fatto – le sorti del match. Fondamentali a questo proposito le iniziative di Pacitto e D’Aquanno, che prima in entrata e poi dalla lunga hanno infilato canestri davvero pesanti, riuscendo così a mettere in partita anche il pubblico di casa. Numeri alla mano molto positivo anche l’impatto di Collier Broms, anche se a cambiare completamente l’inerzia della gara è stato soprattutto il terzo quarto giocato da Belli e Nardi, che dal 42-35 di metà gara hanno spinto Cassino primo fino a +15 (52-37) e poi, nel momento di maggiore difficoltà del San Nilo, al già citato +16, assestando una spallata al match quanto mai importante. In effetti, con i cryptensi impantanati nel tiro dalla lunga, i padroni di casa continuano a spingere sull’acceleratore, anche in virtù delle amnesie difensive dei nostri ragazzi. Non a caso Cassino arriva con troppa facilità al ferro, trovando peraltro anche diverse conclusioni piedi a terra. San Nilo, quindi, completamente con le spalle al muro, al netto del finale in crescendo di Converso e Reali, che con un paio di buoni spunti riescono quantomeno a rendere meno amaro il passivo (60-48 dopo 30’ minuti).
Squilli tanto estemporanei quanto in grado di girare completamente l’inerzia della gara: all’alba della quarta frazione, infatti, il San Nilo ingrana improvvisamente le marce alte, riuscendo in un amen a rimettersi in partita. Eloquente il 2-12 di parziale infilato in meno di 4’ minuti, illuminati dalle iniziative di Spinosa (limitato ancora una volta soltanto dai falli) e dalle triple di Reali e Permon, che dopo una lunga sequenza di errori ritrovano il fondo della retina, spingendo i cryptensi ad un insperato -2 (62-60). Per cui, al netto del timeout chiamato da Vassalli e dei tanti errori, siamo ancora vivi e con l’inerzia tutta a favore. Nel momento del bisogno, però, si spegne nuovamente la luce, anche perché l’attacco continua a essere monocorde, mentre in difesa torniamo a compiere errori banali, concedendo viaggi in lunetta “gratis” e un paio di extra possessi davvero sanguinosi. Da uno di questi arriva, infatti, la tripla taglia gambe di D’Aquanno, che a 2’ minuti dalla fine riporta Cassino ad un passo dalla linea del traguardo (69-60). Il San Nilo dal canto suo prova a crederci ancora, ma le triple di Reali, Permon e Spinosa arrivano troppo tardi, con Cassino che pur tremando riesce a strappare la vittoria, complici la precisione dalla lunetta di Nardi, che con un 7/9 complessivo tiene i padroni di casa con almeno un paio di possessi di vantaggio, fino al 76-72 finale.
Perciò sconfitta tanto amara quanto dolorosa dei cryptensi, che dopo aver chiuso il 2024 al 2º posto e con la sensazione di aver intrapreso finalmente la strada giusta si affaccia al 2025 con una classifica e un umore agli antipodi. Al di là dell’attuale 3º posto, infatti, pesa il riavvicinamento di Scauri, Latina e Frassati, cui aggiungere un’identità da ricostruire e la fiducia da ritrovare. Un compito non semplice, ma è proprio nelle difficoltà che questo gruppo ha dimostrato di avere qualcosa in più, tirando fuori cuore e attributi. Per cui, senza far drammi ma con la voglia di spaccare il mondo, mirino già spostato alla trasferta del 19/01 in casa di Aprilia. Di fatto e nei fatti un altro testa coda ricco di insidie, in cui sarà necessario ritrovare se stessi e la solita invidiabile serenità.





